Federalismo fiscale a due velocità

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri sul federalismo fiscale prevede espressamente la perequazione dei costi ma non la perequazione delle infrastrutture. E' chiaro che l'attuale governo, avendo una forte trazione nordista, è poco sensibile alle esigenze del meridione. Dunque le regioni che hanno un deficit infrastrutturale, saranno gravemente penalizzate e il divario Nord-Sud rischia di allargarsi notevolmente.

Tutte le regioni a statuto speciale, tra cui la Sicilia, si sono fortemente opposte ad un’applicazione incondizionata del decreto, in virtù della loro peculiarità statuaria. Il quadro, dunque, appare allarmante e difatti l’assessore all’economia, Gaetano Armao, di concerto con il presidente Lombardo, ha deciso di portare all'attenzione dell'Assemblea Regionale la spinosa questione, affinché quest’ultima possa formalizzare un atto di indirizzo nei confronti del governo nazionale e salvaguardare il più possibile la Sicilia.

Il 28 ottobre si terrà una seduta della Conferenza Stato-Regioni, nel corso della quale si cercherà di far passare la posizione di una sorta di resistenza speciale da parte delle autonomie speciale, regioni a statuto speciale e province autonome, rispetto al decreto attuativo sul federalismo fiscale. Se si troverà un accordo tra le autonomie speciali e lo Stato, si ridurranno i rischi di un possibile iniquità che colpirebbe direttamente le regioni che soffrono ad oggi di un gap infrastrutturale.

Valerio Lauricella