sabato 2 marzo 2013

La professoressa Giuseppina Mira dedica una poesia al Papa

Carissimo Benedetto XVI,
ho sentito ardentemente il bisogno di dedicarLe una mia poesia per manifestare la mia dedizione filiale a Sua Santità che è e sarà sempre nel mio cuore e nei cuori di tutti quelli che crediamo nella Sua bontà, onestà, umiltà, carità e nella Sua fedeltà al Signore. Grazie, grazie e sempre grazie per tutto quello che ha fatto e che ci ha insegnato. Ci mancherà moltissimo, ma saremo uniti nella preghiera, ci sentiremo spiritualmente vicini e continueremo a scoprire “il Cielo”. Gesù ci protegga e ci benedica. Con stima e affetto immensi.

A BENEDETTO XVI

Hai seminato la carità, la verità, la fede
e cresceranno alberi robusti
e molte gemme sui rami spunteranno.
Diventeranno fiori, frutti
da raccogliere durante il viaggio.
Tornerà la primavera
non insidiata
dall’odio, dall’egoismo, dall’orgoglio
per farci uscire dalle sbarre del potere
ed essere aurore e non brughiere.
L’amore verrà di nuovo
per renderci più umili, più forti
ed essere alle tempeste ormeggi.
Come potremmo non liberare
le preghiere
per te che hai restituito all’uomo
il suo vero volto: quello di uomo
disposto a donarsi come pane spezzato.
Come potremmo dimenticare
che ci hai detto di unire i granelli
nella spiaggia della solidarietà
e veleggiare nel mare della vita
sin oltre l’orizzonte
per immergerci nella sua fresca bellezza
e aprire le ali nelle sue azzurrità.
Come potremmo non amare la tua onestà?
Come potremmo cadere in tentazione?
Come potremmo non ascoltare le ragioni del cuore?
Sei fedele alla tua coscienza, davanti al Signore.
Giuseppina Mira

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