domenica 1 marzo 2015

Si avvicina un'altra emergenza rifiuti in Sicilia. Il punto della situazione.

Rifiuti, sono oltre 50 i comuni che "scaricano" a Siculiana

Sono oltre 50 i comuni che da ieri conferiscono i propri rifiuti nella discarica di contrada Matarano a Siculiana, un numero superiore a quelle che possono essere le capacità oggettive di contenimento dell’impianto che, nonostante i recenti lavori di adeguamento al primo lotto della quarta vasca, non potrà resistere a lungo. La preoccupazione è adesso legata al fatto che il presidente della Regione Crocetta ha prorogato venerdì scorso e almeno fino al 31 marzo l’ordinanza con cui si dava autorizzazione a conferire a Siculiana anche i comuni che prima scaricavano in provincia di Palermo, Trapani e Caltanissetta. Il risultato è che l’impianto gestito dalla Catanzaro costruzioni, nonostante i lavori eseguiti nei mesi scorsi, potrebbe riempirsi entro poche settimane e ricreare una situazione di emergenza anche per i comuni agrigentini, capoluogo in testa. La questione era stata affrontata all’inizio del mese, dal sindaco di Siculiana Mariella Bruno che aveva scritto all'assessorato regionale per l’energia e i rifiuti, alla prefettura e a tutte le istituzioni coinvolte nella vicenda per chiedere una riduzione urgente della quantità di rifiuti che vengono scaricati in contrada Matarano.

Annamaria Martorana
Via | Gds.it


CGIL: Siculiana può diventare la pattumiera della Sicilia

Un mese fa, scrive oggi la CGIL di Agrigento, abbiamo fatta nostra e condivisa la preoccupazione espressa dalla Sindaco di Siculiana Mariella Bruno circa l’autorizzazione, da parte della Regione a oltre 50 Comuni della provincia di Agrigento, Trapani e Caltanissetta, di poter utilizzare la discarica di Siculiana.

Un mese dopo la Regione si vede costretta a reiterare ed allargare tale provvedimento: ma che cosa è stato fatto in questo mese?

Si è lavorato, con la sollecitudine che la questione imponeva, a trovare soluzioni alternative, a sbloccare l’iter di allargamenti e autorizzazione di quella parte di impiantistica che consentirebbe di avere meno bisogno della discarica?

Si era parlato di portare i rifiuti all’Estero e, visti i costi di conferimento quasi doppi rispetto a quella di Siculiana, la soluzione non sarebbe affatto peregrina: cosa è stato fatto? Siculiana, la Provincia di Agrigento, non possono essere il “muro basso” che la Regione usa ad ogni crisi!

Appena si esaurirà la capacità ricettiva Siculiana (che peraltro per norma non potrebbe accogliere più di 800 T/die) chi si farà carico del maggiore onere che avranno le nostre popolazioni per portare i rifiuti altrove?

In assenza di concreti segnali di intervento, che dovremmo fare? Dobbiamo arrivare per forza a manifestazioni pubbliche per impedire l’accesso dei rifiuti delle altre province? Noi non vogliamo rassegnarci all’idea di essere la pattumiera della Sicilia! Ci appelliamo ad ognuno di Voi per Torniamo a sollecitare la soluzione dei problemi e non il perdurare di una condizione emergenziale da cui dobbiamo uscire una volta per tutte.

Via | Teleradiosciacca.it

Rifiuti, sono oltre 50 i comuni che "scaricano" a Siculiana

Oggi scade l’ordinanza che fino a ora ha permesso ai Comuni della provincia di Palermo di scaricare i rifiuti a Bellolampo. Un provvedimento varato in tutta fretta a inizio anno per dare equilibrio a un sistema in tilt, poi rinnovato due settimane fa, ma che questa volta non verrà riproposto. Scatta dunque una nuova emergenza con discariche ormai sature e altre che si rifiutano di accogliere l’immondizia da zone lontane: prevedibile che tornino i sacchetti lungo le strade.
Fino a ora a Bellolampo hanno scaricato tutti i Comuni del Palermitano, aumentando di oltre 300 tonnellate al giorno lo smaltimento nel grande impianto cittadino. Ora bisognerà trovare spazio per queste 300 tonnellate al giorno. «Per il momento - spiega l’assessore regionale Vania Contrafatto - non è possibile continuare a scaricare a Bellolampo i rifiuti di altre città perchè la Rap, la società che gestisce l’impianto, non ha presentato il piano di ”coltivazione in sicurezza” nè ha fatto le opere per mettere al sicuro la parete in cui avviene l’abbancamento dell’immondizia». In sintesi, porte sbarrate a tutti i rifiuti che arrivano dalla provincia.
E la ricerca di un nuovo equilibrio si complica perchè - spiegano all’assessorato ai Rifiuti - anche la discarica di Campobello di Mazzara ha chiuso i battenti due giorni fa. Una tegola sul sistema che si traduce nella ricerca di destinazione per altre 100 tonnellate di immondizia al giorno.
La soluzione? In assessorato ci stanno ancora lavorando. Ma - dicono i tecnici - c’è poco da inventarsi. In prima battuta i rifiuti che oggi non hanno destinazione verranno dirottati sulle uniche discariche rimaste attive: Trapani, Siculiana e Catania.
Una ordinanza d’emergenza in questo senso dovrebbe essere firmata a giorni. Ma anche questa non sarà una soluzione definitiva, visto che trasportare i rifiuti lontano dalle città in cui vengono prodotti costa soldi in più che i sindaci non possono permettersi.
Anche se il problema principale sullo smaltimento nelle altre tre discariche è che la Regione dai gestori di questi impianti fino a ora ha ricevuto dei secchi no. Il rischio è che anche le discariche di Trapani, Siculiana e Catania si riempiano al massimo facendo allargare l’emergenza ad altre tre province.
Ieri la famiglia Catanzaro, proprietaria della discarica di Siculiana, ha scritto ai prefetti, alla Regione e vari Ato che hanno chiesto «ospitalità»: «Impossibile ricevere altri rifiuti, oltre quelli che già vengono smaltiti da noi». Alla famiglia Catanzaro appartiene anche Giuseppe, vice presidente di Confindustria, entrato in polemica con il sindaco Orlando proprio in questi giorni.
Ma la Catanzaro ha segnalato nella lettera che in questo momento soddisfa le richieste di smaltimento di 50 Comuni delle province di Agrigento, Trapani e Caltanissetta. E non può andare oltre perchè altrimenti rischierebbe «la saturazione della capacità ricettiva, come quella che ha già fermato l'impianto fra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2015». Proprio dallo stop alla discarica dei Catanzaro, alla fine dell’anno scorso, scattò la nuova emergenza, non ancora rientrata perchè contemporaneamente nella Sicilia orientale si bloccarono le discarichè del Messinese e una del Catanese.
Ora la Catanzaro ha riaperto i battenti ma rischia di riempirsi troppo in fretta. Tuttavia alla Regione pensano a una ordinanza di emergenza, alla quale i gestori della discarica (così come quelli di Trapani e Catania) non potrebbero opporsi.
La prospettiva ha già scatenato polemiche, anche il sindaco di Siculiana, Mariella Bruno, e la Cgil locale hanno annunciato la loro opposizione all’apertura della discarica ad altri Comuni.

Giacinto Pipitone
Via | Gds.it

1 commento:

  1. Le considerazioni del sindaco e della cgil appaiono tardive. Sono anni che Siculiana e' divenuta la pattumiera di Sicilia. Dov'erano quando venivano autorizzati diversi milioni di mc di vasca? Il sindaco sa bene negli anni del suo mandato quante decine sono stati i comuni che hanno attraversato la sicilia per scaricare a siculiana. Perche' solo oggi questa presa di posizione?

    http://agrigentoweb.it/siculiana-lauricella-no-allampliamento-indiscriminato-delle-discariche-si-a-un-nuovo-piano-25_02_2010

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