Il mistero dell'Uomo di Ferro
Non ho potuto visionare da vicino la struttura a causa della scivolosità del terreno bagnato ed infangante; nondimeno, sono stato osservato e amichevolmente invitato a fornire le mie generalità e a lasciare il sito. E’ stato proprio colui il quale mi ha intervistato a dirmi che la “cosa” altro non era che un semplice traliccio. Ho ribadito io che non vedevo fili e collegamenti, benché non fossi arrivato in cima alla collinetta ove la forma umanoide è installata e non abbia potuto accertarmi di ciò da più vicino. “E’ un traliccio” ha insistito il ragazzo – perché tale era il mio interlocutore. Sono tornato sul luogo nella mattinata del lunedì successivo e ho fatto alcune furtive fotografie. L’anomalo traliccio ha una chiara forma umanoide, le braccia in alto sopra la testa a reggere qualcosa che sembra essere una fiaccola. Non vedo collegamenti alla rete elettrica dell’alta tensione. Penso che sia un’antenna, ma il tizio ha negato recisamente.
Un’antenna segreta? Perchè?
Perché la forma umanoide?
Perché la fiaccola?
Una semplice opera d’arte? Perché negarla? Perché nasconderla?
Io penso, in tutta sincerità, che c’entrino gli extraterrestri. Sarà uno strumento per comunicare con una qualche civiltà non terrestre? Che la terra di mezzo tra Montallegro e Siculiana sia un gate per altri mondi? Che tutto il mondo stia complottando attorno a questa discarica per mettere le mani sul bene più prezioso della località, non già la discarica quanto il contatto alieno? Che ci siano rettiliani tra di noi?
Un’alternativa a questo poco probabile scenario è che all’ombra della spazzatura, stia nascendo un culto eretico, l’embrione di una nuova religione, il mito del XXI secolo! Chi sa quali riti e quali culti siano impliciti nel trattamento della spazzatura, da richiedere l’intervento e la protezione di una divinità ancora più potente del dio della tradizione cristiana!
Forse che le due piste conducano al medesimo scopo, al medesimo complotto perpetrato contro masse inermi ed inconsapevoli? Lo scopriremo solo vivendo.
Nicola Palilla