Trasparenza amministrativa: sogno che si deve avverare!

La partecipazione del cittadino alla vita politico-amministrativa dovrebbe essere un diritto e non una continua richiesta. Gli uffici a tutti i livelli sono quasi sempre restii alla diffusione di atti, provvedimenti e decisioni, che in realtà interessano noi tutti, ma che troppo spesso rimangono nei meandri dei palazzi di potere. Abbiamo assistito a spot-elettorali che ci rassicuravano con belle parole, con il sogno dei cosidetti palazzi di vetro, trasparenti, ma le buone intenzioni, o presunte tali, si sono sciolte come neve al sole.
Ad enti virtuosi che pubblicano solertemente tutti gli atti amministrativi, ve ne sono altri che invece snobbando i cittadini non ne pubblicano affatto o solo in parte. Così facendo, di fatto viene meno il controllo dei cittadini sull'operato politico-amministrativo, lasciando al potere politico un'ampia discrezionalità di azione ed un incontrollato operare.

Le varie riforme della Pubblica Amministra, in particolare quella del '90 è stata improntata sui criteri di: efficacia, efficienza, trasparenza ed autonomia. Riforme volute soprattutto perché la Pubblica Amministrazione era diventata obsoleta, inefficiente e costosa. I maggiori poteri dati agli enti locali (province, comuni) e alle regioni con la riforma del titolo V della Costituzione, vanno proprio verso un'ottica di riavvicinamento degli uffici amministrativi con il cittadino. Progetto che nella mente del legislatore riformista, ma non troppo, poteva attuarsi pienamente anche con la pubblicazione di tutti gli atti amministrativi, dei curricula dei dirigenti e così via.

Ma partendo proprio dalle cose elementari la domanda sorge spontanea ed è la seguente:
"che senso ha parlare di cittadinanza e partecipazione attiva del cittadino, di bilancio e piano urbanistico partecipato, di e-governement, di riforma Brunetta e di tutte belle parole che rimangono tali, se poi il cittadino comune non riesce neanche a visionare, nei siti internet degli enti, gli atti che dovrebbero essere pubblicati?".

Valerio Lauricella