#OpenBlog: Fiction "L'amore strappato" riflessione Leonardo Lauricella


Per più di 35 anni ho lavorato presso il Tribunale di Agrigento come funzionario di cancelleria; molta esperienza ho acquisito nel settore penale occupandomi di misure cautelari personali e reali, quindi di provvedimenti emessi dai giudici in materia di libertà personale.

Ho lavorato in stretta collaborazione con Magistrati che ho avuto modo di apprezzare per la serietà di giudizio e per il rispetto che hanno sempre dimostrato per la verità dei fatti.

Ciò posto, con riferimento alla fiction "L'amore strappato", andata in onda il 31.03.2019, non posso non esprimere il mio turbamento e disappunto per il comportamento rappresentato dal Pubblico Ministero che coordinava le indagini, allorchè ha tentato di convincere la madre della ragazzina ad accusare il marito di avere approfittato sessualmente della loro figlioletta.

Una condotta decisamente deplorevole quella posta in essere dal Pubblico Ministero il quale, in assenza di prove oggettive ed inconfutabili, ma a fronte solamente di qualche debole indizio, priva della libertà personale il padre e prova a condizionare il pensiero della madre, prospettandole la possibilità di rivedere la figlia, che era stata sottratta alla potestà genitoriale, qualora avesse ammesso di essere a conoscenza degli abusi commessi dal marito.

Questi i fatti rappresentati nella serie televisiva; sono consapevole del fatto che trattasi di fiction, ma proprio perchè vista da milioni di persone , mi chiedo può una tv pubblica trasmettere un messaggio così grave e fuori dalla realtà?

Può un tv pubblica gettare un' ombra di discredito e di superficialità sul lavoro della Magistratura?

Può un tv pubblica, con disinvoltura e superficialità inaudita, vanificare la delicata attività dei magistrati chiamati quotidianamente ad applicare le leggi e ad assicurare Giustizia?

Mi chiedo ancora, sono interrogativi che solo io mi pongo?

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