Libri, Peppe Zambito presenta "La doglia muta", storia di un’umanità che non aspira all’eroismo. L'intervista

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Fra uomini e donne appena toccati dagli eventi storici del ‘900 in uno scorrere lento degli avvenimenti, tra schemi sociali e pregiudizi, una donna, Gelsomina, tra tenerezza e soprusi riesce con la forza dell’amore a riscattare se stessa e una verità artefatta, in un mondo ad esclusivo appannaggio degli uomini.

La doglia muta”, il nuovo romanzo di Peppe Zambito (Carlo Saladino editore, pagg. 184, €12.00) racconta una Sicilia che non ama cambiare, che si abbandona tra le braccia dei suoi mali, con la necessità di un padrone da combattere e a cui al contempo affidarsi, dove il semplice desiderio sembra appagare l’ambizione di modificare il corso delle cose. Il prossimo sabato 15 settembre alle 19 il libro sarà “ospite” a Siculiana, paese natale dello scrittore, che al Museo #MeTe converserà con Graziella Fazzi e Michele Barbera.

La prima presentazione ufficiale del romanzo è stata realizzata a Milano. Com'è stato accolto dalla città meneghina?
Una bellissima accoglienza, un pubblico attento, curioso, è stato facile entrare in relazione. Una ulteriore conferma di come la Sicilia sia ancora oggi una terra che affascina. Milano è stata una tappa voluta. Ero curioso di sperimentare la mia scrittura in una regione geograficamente e culturalmente diversa dalla mia. Il risultato è stato davvero sorprendente. I personaggi presenti nel libro prendevano corpo e man mano emergevano affinità interessanti con altre storie, altre vite. In un confronto che non aveva confini e tempo, ma che poneva al centro l’umanità al di là di ogni radice e dialetto.

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