Elezioni regionali Sicilia 2017, come si vota

Domenica 5 novembre 2017 in Sicilia si vota per eleggere il Presidente della Regione e l’Assemblea regionale siciliana.

Dove si vota e cosa occorre

I cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Sicilia, devono recarsi nella sezione indicata nella tessera elettorale tessera elettorale tessera elettorale personale che il Comune ha già provveduto a recapitare in occasione di precedenti elezioni. Coloro che non avessero ricevuto la tessera elettorale, o l’avessero smarrita, possono ritirarla presso l’Ufficio elettorale del Comune di residenza, i cui sportelli resteranno aperti anche nei giorni fissati per la votazione.

La scheda elettorale

Per le Elezioni Regionali all’elettore, previa esibizione della tessera elettorale personale e di un documento di identità (anche scaduto) munito di fotografia, verrà consegnata una scheda di colore giallo. La scheda contiene, entro un apposito rettangolo, il contrassegno di ciascuna lista, il contrassegno di ciascuna lista che concorre nell’ambito provinciale, affiancato sulla medesima linea da una riga riservata all’eventuale indicazione della preferenza per un candidato alla carica di preferenza per un candidato alla carica di Deputato regionale appartenente alla lista.  Alla destra di tale rettangolo è riportato il cognome e nome del capolista della lista regionale collegata, candidato alla carica di regionale collegata, candidato alla carica di Presidente della Regione, affiancato dal relativo contrassegno.

Come si vota

L’elettore esprime il suo voto per una delle liste provinciali tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta o nel relativo rettangolo e può esprimere una preferenza scrivendo il nominativo di uno dei candidati compresi nella lista stessa: l’elettore esprime il suo voto per una delle liste regionali tracciando un segno sul nominativo del candidato alla carica di Presidente della Regione o tracciando un segno sul simbolo della lista, oppure su entrambi. L’elettore può validamente votare una lista regionale ed una lista provinciale non collegate fra loro. Se l’elettore omette di votare per una lista regionale ed esprime validamente il suo voto soltanto per una lista provinciale, il voto si intende espresso anche a favore della lista regionale collegata.

Voto disgiunto

I siciliani potranno scegliere dalle cosiddette “liste provinciali”, ossia le liste presentate in ognuna delle circoscrizioni (che corrispondono alle ex Province), un deputato regionale facente parte di una coalizione e contemporaneamente un candidato presidente di un’altra coalizione. Se non viene esplicitata questa scelta, si attiverà il cosiddetto “trascinamento”: il voto dato a un deputato si tradurrà anche in un voto per il candidato governatore di quella coalizione. Diventerà governatore, il candidato che otterrà anche un solo voto in più rispetto ai rivali. La legge elettorale siciliana, infatti, non prevede il ballottaggio.

L’elezione del governatore con molte probabilità si tradurrà automaticamente in quella dei candidati presenti nella cosiddetta “lista regionale”, il famoso “listino” del presidente, che fino alle ultime elezioni era composto da otto candidati, escluso il presidente. Adesso, questi posti scendono a sei. Chi fa parte del listino dovrà anche essere presente in una delle liste provinciali. Nel caso in cui i seggi “conquistati” dalle liste collegate al presidente vincente dovessero essere inferiori a 42, si attingerà appunto al “listino” fino al raggiungimento di quella quota.

I rimanenti 62 seggi saranno invece individuati attraverso un meccanismo puramente proporzionale. La riforma che ha previsto la riduzione dei seggi, però, ha cambiato ovviamente la distribuzione degli scranni per Provincia. Affinché una lista possa entrare nella distribuzione dei seggi dovrà raggiungere, a livello regionale, la soglia del 5%. I collegi numericamente più penalizzati, in termini di seggi, sono ovviamente quelli che danno diritto a un numero maggiore di scranni. E così, saranno quattro in meno i seggi che verranno fuori da Palermo (dove scenderanno da 20 a 16) e da Catania (da 17 a 13). Tre seggi in meno, rispetto al 2012, a Messina: lì passeranno da 11 a 8; due seggi in meno a Trapani dove scatteranno non più 7, ma 5 seggi. Un seggio in meno invece nei collegi di Agrigento (da 7 a 6), Caltanissetta (da 4 a 3), Enna (da 3 a 2), Ragusa (da 5 a 4) e Siracusa (da 6 a 5).

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