lunedì 9 gennaio 2017

Indebite ritenute sui compensi di presidenti, segretari e scrutatori di seggio. Domande di rimborso

Nell'odierna mattinata ho consegnato presso l’ufficio del protocollo del comune di Siculiana una richiesta di rimborso di € 5,80 in relazione all'indebita decurtazione che il mio compenso come segretario di seggio ha subito. Mi riferisco alla recente votazione referendaria del 4 dicembre 2016 e al fatto che ho ricevuto un assegno del valore di € 98,20 in luogo di uno del valore di € 104,00, come prescritto dalla legge.
Benché muova da un fatto personale, appare chiaro come la questione riguardi una pluralità di persone e costituisca, a cagione di ciò, un argomento di pubblico interesse.
Come spiegato nell'istanza che troverete cliccando qui, per le consultazioni referendarie il compenso dovuto ai presidenti di seggio è pari a € 130,00 e quello spettante a segretari e scrutatori è ammontante a € 104,00. Come stabilisce la legge (si vedano le premesse della mia istanza) tali somme sono da intendersi non imponibili e, dunque, non sono soggette a ritenute di natura fiscale di qualunque genere.
La decurtazione sofferta da me e da tanti altri cittadini di Siculiana non ha sicuramente natura fiscale, ma è senz'altro l’addebito di un costo quale può essere stato l’emissione dell’assegno circolare o il recapito della raccomandata. Potrebbe anche trattarsi di un altro tipo di costo, ma questo particolare sarebbe comunque irrilevante, giacché il punto della questione è che sono stati addebitati sui nostri assegni dei costi relativi all'organizzazione del servizio.
Evidentemente il costo è stato caricato dalla banca Unicredit, che tuttavia non voglio incolpare: Unicredit è un’azienda privata e deve necessariamente essere pagata per i servizi che rende. Ergo, toccami concludere amaramente che, nel momento in cui gli uffici finanziari comunali hanno optato per gli assegni in luogo del più comodo mandato di pagamento, avrebbero dovuto provvedere anche a riconoscere alla banca Unicredit il giusto compenso per il servizio svolto a copertura dei costi di detto servizio. Quello che è invece accaduto è che il committente (il comune di Siculiana) ha scaricato sul destinatario (i membri delle sezioni elettorali) il costo del servizio fornito dal mittente (Unicredit). In parole povere, è come se le raccomandate fossero poste a carico di chi le riceve piuttosto che di chi le spedisce.
Questa è la ricostruzione che io faccio della vicenda, in relazione alla quale è totalmente irrilevante che il Comune abbia avuto dei problemi tecnici, perché così operando si è venuta a creare una disparità di trattamento tra gli aventi diritto. Mi è noto, infatti, che taluni, essendo stati informati tempestivamente e informalmente della presenza dei mandati di pagamento in banca – ovvero essendo venuti a conoscenza di una voce che girava – hanno giustamente ottenuto la somma di cui erano creditori per intero, avendo avuto modo di recarsi in banca e richiederne l’esecuzione. Al contrario, si vuole fare passare come una sorta di punizione il fatto di essere stati così stupidi - mentre gli altri sono stati "sperti" - per il fatto di non essersi recati in banca al tempo dovuto. Il fatto è che, se qualcuno ci avesse informati, saremmo stati "sperti" anche noi. E se tutti siamo "sperti", siamo tutti normali e nessuno può dirsi più "spertu" dell'altro.
Chiunque sia interessato a chiedere a rimborso la somma che gli è stata decurtata, quindi, non abbia esitazione e scarichi il modulo, compilandolo in ogni suo spazio vuoto (il modello va bene per segretari e scrutatori. I presidenti dovranno correggerlo, inserendo le somme appropriate).
Mi è d’uopo concludere con due considerazioni.
La prima è la seguente. Mi preme fornire l’avvertenza che il modello è rivolto al dott.Domenico Indelicato non già perché io abbia qualcosa contro la sua persona o perché io lo voglia accusare – per questo motivo spero che egli non me ne abbia – ma perché obbiettivamente è l’unica persona a cui posso rivolgermi (e possiamo rivolgerci). Quindi, mi venga concesso di dire: "Vengo in pace!"
La seconda è questa: ritenendo che il reclamo sia fondato, invito tutti gli interessati a scaricare il modello e a presentarlo all'ufficio di protocollo, perché solo così si potrà dare forza a questa istanza. Invito costoro a non vergognarsi di richiedere un rimborso così irrisorio.
È assolutamente ovvio che ci si senta di dover soprassedere, così come è assolutamente certo che molti tra quanti hanno letto questo articolo staranno pensando che sono un “morto di fame” a chiedere un rimborso € 5,80 e che farei meglio a cercarmi un lavoro. A parte il fatto che ritengo che l'essere "morti di fame" sia più una condizione dello spirito che una condizione socio-economica, per non fare polemica dirò solo che non mi sono mai proposto a presidente di seggio né a scrutatore e che, in tutte le occasioni in cui ho svolto la funzione di segretario di seggio (solo due volte, tra l'altro), ho semplicemente accettato la nomina del presidente di seggio di turno, amando pensare di essere stato nominato solo perché ritenuto idoneo alla funzione. Nemmeno mi sono mai accalcato davanti i seggi al momento della loro costituzione, sperando che qualcuno non si presentasse per poterne prendere il posto.Spero, dunque, che si capisca che per me la questione non è una faccenda di soldi e che non seguiranno altre azioni affinché la mia istanza venga presa seriamente in considerazione e soddisfatta. Sapendo di non essere il solo ad avere subito detta decurtazione, ho semplicemente pensato che fosse buona cosa fare una segnalazione pubblica ed incoraggiare gli interessati a non dire: "Eh va be', nenti ci fa!"
Dal mio punto di vista, quindi, si tratta semplicemente di una delle mie - potremmo anche dire "inopportune" - segnalazioni non aventi finalità politiche né lo scopo di giudicare gratuitamente il lavoro di persone che, essendo fatte di carne ed ossa, possono anche farsi sfuggire qualcosa di tanto in tanto. Tuttavia, la ragionevolezza non deve comportare lo stare zitti, perché è più ragionevole fare silenzio che farsi ridere alle spalle. Tante cose ci vengono fatte sotto il naso senza che noi riusciamo ad accorgercene. Quando ce ne accorgiamo, però, è sempre il caso di parlarne.

Nicola Palilla

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