giovedì 9 ottobre 2014

Donna si infortuna durante la festa del 3 Maggio e chiede i danni

Quando si dice un’«odissea». E’ quella vissuta tra il maggio e il novembre scorso da una donna del luogo, A. S., intenzionata a chiedere i danni per quanto accadutole il 6 maggio dello scorso anno.

E i danni li ha chiesti, tramite il proprio avvocato, al Comune che però – dal canto suo – non intende sganciare un euro, «scaricando» la responsabilità delle disgrazie della donna, nientemeno che al Comitato Santissimo Crocifisso, organizzatore dei festeggiamenti del 3 Maggio. Il fatto. Quel sei maggio del 2013 A. S. stava transitando in via Agrigento, quando salendo su un marciapiede non si è accorta di un filo elettrico, agganciato a uno degli archi illuminanti, posizionati per la festa simbolo di Siculiana. La donna stramazzando al suolo ha battuto pesantemente la spalla destra sul selciato, ma in un primo momento non ha dato peso al dolore. Una volta rientrata a casa, eccolo il dolore, lancinante, tanto da spingere i parenti a trasportarla all’ospedale di Agrigento per essere visitata. La radiografia alla quale venne sottoposta rivelò la «frattura scomposta al collo chirurgico dell’omero destro». Serviva l’intervento chirurgico, ma al San Giovanni di Dio quella sera non c’erano posti letto – come si legge nella determina del Comune di Siculiana per seguire legalmente la vicenda, ndr – facendo decidere alla donna e ai parenti di recarsi al Sant’Elia di Caltanissetta. Nel nosocomio nisseno A. S. è stata operata, quindi dimessa. Il 18 novembre effettuò il controllo d’ordinanza, al termine del quale con il proprio avvocato di fiducia, ha stabilito la richiesta di risarcimento danni al Comune: 20 mila euro, tutto compreso. Tale richiesta è pervenuta in Municipio e l’amministrazione comunale non ha perso tempo, affidando allo studio legale Ats l’incarico di dirimere la faccenda nell’udienza in programma al Tribunale di Agrigento il 27 novembre.
In quella sede il Comune evidenzierà come la «colpa» della caduta della donna, e quindi dell’inizio della sua odissea, sarebbe da attribuire al Comitato Santissimo Crocifisso, che – secondo il Municipio – ha la responsabilità sul montaggio e smontaggio degli archi illuminanti per la festa del 3 maggio. Di certo, questa vicenda sarà chiarita dal giudice e la prossima volta, A. S. starà più attenta, transitando vicino a un arco.

Francesco Di Mare
Via | Favaraweb.it

2 commenti:

  1. Una "frattura scomposta al collo chirurgico dell’omero destro" e la signora ne accusa i sintomi "una volta rientrata a casa"?

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  2. ..... ma il 6 maggio gli archi dovrebbero essere già smontati (mi sembra che li smontano la notte del 4) e comunque i fili della corrente non passano per terra.

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