giovedì 19 giugno 2014

Gestione discariche, Musumeci: “Favoriti i privati sul pubblico”

“Dalle audizioni finora avute emergerebbe una condotta omissiva e commissiva da parte della pubblica amministrazione regionale e di qualche autorità prefettizia finalizzata a favorire i soggetti privati a scapito dell’interesse pubblico”.
E’ il commento lapidario, ma eloquente del presidente della Commissione Antimafia, Nello Musumeci, che oggi all’Ars ha ricevuto il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo e altri amministratori dei comuni in cui si trovano le discariche private.

Già lo scorso marzo, il caso era stato sollevato e a parlare di “Gravi criticità e difformità rispetto alla normativa vigente in materia ambientale” era stata anche la Commissione di verifica istituita dall’ex assessore regionale dell’Energia Nicolò Marino e faceva riferimento alla vecchia discarica gestita dalla ditta ‘Oikos’ in territorio di Motta Sant’Anastasia e a ridosso del Comune di Misterbianco.

Più di 100 pagine che nel dettaglio avevano analizzato tutto l’iter autorizzativo sia della discarica non più in attività, di contrada Tiritì, sia di quella operativa di contrada ‘Valanghe d’inverno’, entrambe a Motta Sant’Anastasia.

Di Guardo ha portato in commissione proprio la relazione stilata dall’ex assessore Marino, ribadendo le posizioni più volte espresse sulla questione discarica.

“Avvalendomi della relazione dell’allora assessore Nicolò Marino – ha detto il sindaco Di Guardo – che ha esaminato le procedure seguite negli anni per il rilascio delle concessioni delle discariche, oggi in commissione Antimafia ho ribadito la mia posizione. Sono state riscontrate una serie di anomalie e di irregolarità rispetto ad esempio alla questione della vecchia discarica di Tiritì e di quella nuova Valanghe d’inverno e mi chiedo come ancora nessuno abbia gridato allo scandalo”.

“La vecchia discarica dal 1996 non è più legittima – ha aggiunto Di Guardo – perché senza autorizzazione, è andata avanti ed è sopravvissuta senza che nessuno si accorgesse di nulla e ha continuato ad abbancare milioni di metri cubi di rifiuti nella totale illegittimità.

Di Guardo è stato uno dei promotori della battaglia a difesa dell’assessore Nicolò Marino, con un sit in sotto la sede del Comune di Misterbianco.

“Ecco perché io mi chiedo e mi sono chiesto, forse per questo l’assessore Marino è stato destituito dal suo incarico? Proprio perché ha avuto il coraggio di lavorare su un terreno particolarmente interessante? E invece non è rimasto al suo posto con grave nocumento della legalità di questi territori che stavano incominciando a sperare?”.

“C’è un’altra questione da non sottovalutare che riguarda l’ampliamento di Valanghe d’inverno. I titolari dicono che non c’è alcuna normativa che fissa le distanze delle discariche dai centri abitati. Quando invece la Commissione dice che non è vero. Già nel 2002, il Piano di rifiuti regionale fissava le distanze a due chilometri da scuole e ospedali, quando l’autorizzazione all’ampliamento è successiva, risale al 2009”.

“Quello che adesso chiederemo – ha concluso Di Guardo – è l’annullamento del decreto di ampliamento di ‘Valanghe d’inverno’, perché siamo difronte ad un’assoluta forma di illegittimità e nei prossimi giorni convocherò un consiglio comunale straordinario con una richiesta che spero sosterranno anche il Comune di Motta e i comitati ‘No Discarica’.

I lavori della commissione sono proseguiti con l’audizione di Maria Giuseppa Bruno, sindaco di Siculiana, in provincia di Agrigento, uno dei comuni in cui si trova una delle tre discariche gestite da privati.

Domani, infine, sarà ricevuto Salvatore Bucolo, primo cittadino di Mazzarrà Sant’Andrea, il centro del Messinese ospita, al confine con Furnari, la discarica di contrada Zuppà.

Francesca Aglieri
Via | Blogsicilia

1 commento:

  1. Ci sono notizie che non raccontano i fatti realmente accaduti. Questo succede quando una vicenda nasce distorta sin dalle prima battute. Succede, così, che l’interpretazione, spesso interessata, finisce col prendere il posto della verità. Per diventare un”altra verità. Su questo gioco della verità e della ragione - sulla “Ragione degli altri” – Luigi Pirandello ha costruito storie e personaggi mirabili. E non è un caso che questa storia che ora vi raccontiamo va in scena proprio nell’Agrigentino, terra dove ragione e verità sono interscambiabili con la follia (lucida, ma sempre follia) e con la menzogna. La storia è quella di una discarica che vede la luce in un paese della provincia di Agrigento: Siculiana.

    Cominciamo dalla fine. Partiamo, insomma, dalla ‘Ragione degli altri’, da un’inchiesta giudiziaria che da quasi sette anni tiene sulla graticola personaggi che la menzogna aveva trasformato in ‘cattivi’. Uomini che la Giustizia terrena, questa volta, ha ritrasformato in quello che sono sempre stati: e cioè persone a modo che hanno avuto il solo torto di difendere la verità e di tutelare – cosa ‘gravissima’ in Sicilia – interesse pubblico. (a sinistra, la discarica di Siculiana, foto tratta da cattolicaeracleaonline.it)

    Cominciamo con il Gup di Palermo, Guglielmo Ferdinando Nicastro, che oggi ha assolto l’ex sindaco di Siculiana, Giuseppe Sinaguglia, il funzionario comunale Luigi Meli e l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Pasquale Amato, accusati di abuso di ufficio aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa. Il pubblico ministero, Rita Fulantelli, aveva chiesto, invece, per tutti, la condanna a 4 anni di reclusione. La pena richiesta era ridotta di un terzo per effetto del rito abbreviato.

    Questa strana vicenda giudiziaria fa parte di un filone della maxi inchiesta antimafia “Marna”.Un’inchiesta che ha portato all’arresto e alla successiva condanna di decine di presunti mafiosi. Secondo l’accusa, dal 2005, i fratelli Lorenzo e Giuseppe Catanzaro (quest’ultimo oggi è il vice presidente di Confindustria Sicilia) avrebbero subito gravi pressioni dall’amministrazione comunale di Siculiana. Si ipotizzavano controlli illegittimi per far chiudere la discarica da loro gestita.

    I Catanzaro, intanto, sono diventati i titolari della più grande discarica della Sicilia. Ed è giusto così. Sono ‘Professionisti dell’Antimafia’. Giuseppe Catanzaro è, addirittura, il vice presidente di Confindustria Sicilia. In ogni caso, sulla discarica, nulla da dire: è una delle migliori della Sicilia ed è gestita benissimo.

    Ad essere messa male, molto male, invece, è la collettività siciliana che, grazie a un Governo regionale inutile e dannoso – parliamo, ovviamente del Governo Lombardo – si ritrova con la raccolta differenziata quasi a zero e on molte discariche, guarda caso, gestite da privati. Come quella di Siculiana, nata pubblica e diventata privata.

    Con i Comuni indebitati fino al collo. Indovinate verso di chi? Offriamo un viaggio a Siculiana a chi indovina…


    MEDITIAMO GENTE, MEDITIAMO!!

    Fonte:

    http://www.linksicilia.it/2012/09/siculiana-storia-pirandelliana-di-una-discarica/





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