venerdì 5 ottobre 2012

Il Rotary Club di Canicattì ricorda i giudici Saetta e Livatino con la poetessa Mira

Il presidente del Rotary Club di Canicattì, Paolo Cilona, ha organizzato un convegno in ricordo del giudice Antonino Saetta, del figlio Stefano e del giudice Rosario Livatino. L’evento si è svolto al Palazzo “Stella” di Canicattì.
Il presidente del “Rotary”, Paolo Cilona, il presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Salvatore Cardinale, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, Antonino Gaziano, il governatore del Distretto 2110 Sicilia- Malta, Giovanni Vaccaro, l’Arcivescovo mons. Rosario Vella, l’assessore alla Cultura Cecilia Acquisto e la poetessa Giuseppina Mira hanno evidenziato l’ importanza della memoria e la necessità di formare una coscienza sempre più solida per costruire la positività della vita, in nome della dignità che è il valore più alto della società di ogni tempo.
A conclusione della manifestazione, una poesia della Mira, dedicata alle vittime della mafia, è stata letta e consegnata alla vedova del giudice Saetta, Luigia Pantano, e all’assessore, Cecilia Acquisto; una corona di fiori è stata deposta presso la lapide commemorativa all’ingresso del Municipio.
Un plauso al Rotary Club di Canicattì, presieduto da Paolo Cilona, che sprona tutti a combattere con le armi della legalità. Qui di seguito la poesia della poetessa Mira.

VOLEVI UNA VITA CHE FOSSE VITA 
Volevi una vita che fosse vita e difendevi la giustizia
con il coraggio e la gioia di chi raccoglie i frutti in cima all’albero.
Viaggiavi come l’aquilone che felice nel cielo non teme di cadere
sulle pietre aguzze della vita.

Eri il sorriso di chi credeva in te.
Eri l’alba.
Eri il giorno.
Eri luce d’amore e come gemma di primavera facevi fiorire la solitudine.

Volevi una vita con il profumo delle corolle e dei petali di rose
una vita che facesse germogliare i sogni di chi sperava in un domani migliore.
Volevi una vita che fosse vita ma la squallida, assurda, feroce violenzate l’ha strappata brutalmente.
Il tuo sonno è eterno come il nostro dolore ma il tuo ricordo è dentro di noi.
Affonda le radici nell’amore.
Quell’amore che niente e nessuno può fare precipitare nelle tenebre.
Quell’amore che sussulta, apre le ali e in cerca della verità s’alza in volo.
Quell’amore che vince sulla violenza e non fa impigliare nelle insidie della ragnatela.

Volevi una vita con lo sguardo delle stelle e oggi la tua anima
pulsa di vita nel palmo della mano del Cielo
nel palmo della mano di chi ti vuole bene
nel palmo della mano della Sicilia onesta.

Giuseppina Mira 
In ricordo di chi ha fatto battere il suo cuore per la giustizia dando alla vita i suoi battiti.



Valerio Lauricella

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