domenica 6 marzo 2011

Il gruppo consiliare di minoranza: "atti concreti e non proclami"

Gruppo Consiliare di Minoranza Un Futuro per Siculiana : ATTI CONCRETI E NON PROCLAMI PER LA  RIDUZIONE DELLA TARSU

Considerato che in data 16 Marzo c.a andrà a scadere il contratto di appalto per la gestione del servizio di nettezza urbana nel nostro comune;

Che detto servizio, affidato alla Società d'Ambito, ha comportato un aumento eccessivo delle tariffe Tarsu, che a titolo esemplificativo per i locali ad uso abitativo è stato di euro 3,14, con un aumento del 300% rispetto all'anno 2007;

Che, nel periodo in questione, all'aumento eccessivo della tassa non è corrisposto un efficiente e qualitativo servizio, comportando numerosi inconvenienti di natura igienico sanitaria e disagi ai Siculianesi, che hanno manifestato il proprio dissenso anche attraverso la costituzione di un comitato cittadino, il quale, con nota prot. n. 8627 del 24 Agosto 2009, indirizzata alla Commissione Straordinaria del Comune di Siculiana, ha sollevato diversi dubbi e criticità sull'effettiva efficienza del servizio;

Che i consiglieri del gruppo di minoranza hanno sollecitato, più volte, anche con interogazioni, proposte e comunicati stampa, un confronto costruttivo per riportare la tassa in questione agli importi del 2007, in modo da renderla sostenibile per i cittadini;

Che si apprende con preoccupazione la notizia secondo la quale la Società d'Ambito ha inoltrato a questo Comune il nuovo Piano Industriale per la gestione del servizio per gli anni 2011 e 2012, con una previsione di spesa superiore a quella del 2010 e un ulteriore aumento della Tarsu;

Che il gruppo di minoranza respinge con fermezza la predetta proposta di Piano Industriale, nella consapevolezza che i servizi potranno essere erogati ad un costo inferiore e in forma più efficiente, così come proposto nel Piano Industriale alternativo elaborato dai responsabili degli uffici comunali, con una riduzione dei costi pari all'incirca al 50%;

Pertanto, stante l'approssimarsi della scadenza contrattuale del servizio, il gruppo di minoranza invita il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, ognuno per la propria compentenza, ad intraprendere le opportune e necessarie iniziative finalizzate all'efficienza e alla riduzione del costo del servizio.

Ancora una volta il gruppo consiliare di minoranza si rende disponibile ad un confronto costruttivo nell'interesse dei cittadini di Siculiana. 

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1 commento:

  1. A proposito della richiesta di chiarimenti del comitato, nel caso in cui ancora non fossero pervenute riposte in merito, per riflessioni e spunti, vi riporto intregralmente un articolo letto qualche giorno fà.


    Sulla gestione integrata dei rifiuti i Sindaci sottovalutano la Corte dei Conti

    di Massimo Greco


    3 febbraio 2011 - Le indagini a tutto campo in corso sul problema rifiuti in Sicilia hanno, per adesso, coinvolto solamente la magistratura penale, impegnata ad evidenziare fatti e comportamenti posti in essere dagli amministratori delle società d’ambito in violazione delle leggi penali (evasione fiscale, reati in materia societaria, abuso in atti d’ufficio ecc..).

    Vi è però un aspetto che tutti i Sindaci tendono a sottovalutare, forse meno appariscente dell’effetto “manette” tipico della sfera penale. Trattasi della responsabilità amministrativa e patrimoniale la cui tutela è demandata alla giurisdizione della Corte dei Conti.

    I Sindaci, infatti, con l’avvenuto trasferimento delle funzioni in materia di gestione dei rifiuti agli ambiti territoriali ottimali, pensano di essersi liberati anche da tale tipo di responsabilità.

    Niente di più errato. Un orientamento giurisprudenziale pacifico, maturato rispetto ad eventi occorsi nel regime dei rapporti pubblici istituzionali/societari, ci avverte che il fatto stesso di ignorare volutamente i segnali di un possibile dissesto della gestione sociale di una partecipata del Comune è condotta suscettibile di dare luogo ad un comportamento negligente caratterizzato da colpa grave.

    Tutto ciò è conseguenza del fatto che al Comune compete l’onere di svolgere al meglio le proprie funzioni istituzionali – agendo con tutte le opportune cautele del caso – non solo nella gestione diretta della res pubblica, ma anche nell’esercizio dei poteri di indirizzo e di controllo delle società partecipate.

    A conferma di ciò, resta insuperata, per eloquenza e chiarezza, la sentenza della Corte dei Conti, sez. Lazio, del 10 settembre 1999, con la quale il Sindaco del Comune di Tivoli, socio unico di “Acque Albule SpA”, viene condannato per mancato esercizio di azione sociale di responsabilità nei confronti di amministratori della società, resisi responsabili di comportamenti illegittimi ed illeciti, nonché della violazione delle regole di gestione (efficienza, economicità ed efficacia) cui deve uniformarsi l’azione di qualsiasi amministrazione pubblica.

    Del tutto identiche sono le conclusioni cui perviene la Corte dei Conti, sez. controllo Lazio, n. 67/2009, ad avviso della quale “l’ente locale è responsabile delle irregolarità contabili delle proprie partecipate, sulle quali è tenuto a svolgere un attento e costante controllo, per impedire l’utilizzo di risorse in modo non conforme ai criteri di sana e gestione che possono causare squilibri sul bilancio dell’ente”.

    In altre parole, ciò significa che in presenza di segnali gravi e certi – come ne caso di numerose società d’ambito siciliane – che indicano pressanti difficoltà economico-finanziarie, pregiudizievoli al regolare funzionamento di una società partecipata, il Dirigente del settore comunale competente in uno al Sindaco, hanno il dovere di vigilare sull’andamento della relativa gestione, nonché l’onere di intraprendere tutte le iniziative in loro potere, utili per agevolare al meglio il ripristino della normale e corretta gestione societaria, con la messa in atto degli idonei rimedi correttivi.

    http://www.blogsicilia.it

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