mercoledì 18 febbraio 2009

Discariche e termovalorizzatori (inceneritori): intervista a Catanzaro

Si è reso protagonista della svolta contro l'illegalità che da sempre attanaglia gli imprenditori siciliani, negli anni ha denunciato mafiosi e con altri industriali ha reso possibile il loro arresto. Si tratta di Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia, nonché capo degli industriali agrigentini.


Più volte ha subito attentati e intimidazioni, ma il suo operato non si è mai arrestato. Ha tra l'altro realizzato la "discarica che non inquina" a Siculiana, impianto che rispetta la salute con rischi al di sotto dei limiti fissati dalla legge.


- Presidente Catanzaro, soffermandoci sulla 'discarica che non inquina' di Siculiana, quali sono, secondo lei, le reazioni provocate a coloro i quali negli anni hanno speculato con la gestione dei rifiuti in Sicilia?
"A mio avviso abbiamo dimostrato che si può investire e realizzare opere nel pieno rispetto delle regole. Un impianto come questo può essere da monito per tutti gli imprenditori, perché dà prova di come si possa investire nel rispetto della legalità. In passato abbiamo assistito a realizzazioni di discariche abusive con l'avallo di amministratori locali. Gli stessi hanno poi utilizzato fondi comunitari per bonificarle. Questo ha contribuito sicuramente a generare un fenomeno di criminalità diffusa che adesso, per fortuna, la magistratura e tutte le forze dell'ordine sono riusciti a contrastare".

- Questo impianto cosiddetto a 'basso impatto' è sicuramente un motivo di orgoglio per voi.
"Sì, anche perché al monitoraggio ha partecipato l'istituto milanese 'Mario Negri', che ha ricavato tutti i dati per studiare l'impatto ambientale della discarica. Hanno stabilito che il tasso di inquinamento è pari a zero, questo ci dà un'ulteriore garanzia che l'impianto è ok".

- Si parla tanto di termovalorizzatori e della necessità di istallare nuove installazioni per ridurre l'emergenza rifiuti. Lei è d'accordo?
"Per far fronte all'emergenza bisogna agire come la stragrande maggioranza dei paesi europei, cioè attraverso una raccolta differenziata attenta. Dopo di ciò vanno applicati ulteriori processi di trattamenti, di selezione, biostabilizzazione e recupero energetico. Solo alla fine di questo processo e al fine di smaltire il minimo scarto di residui possono servire i termovalorizzatori e le ceneri smaltite in discariche a termini di legge".

- Lei è favorevole o contrario al termovalorizzatore nell'agrigentino?
"Le rispondo da imprenditore dicendole che sono favorevole a tutti quegli impianti che rispettano i criteri di legge, in primo luogo l'impatto ambientale. Se stabilito che sono a norma, allora sono favorevole".

- Recentemente c'è stata un'inchiesta del sostituto procuratore di Potenza, Henry John Woodcock che ha disegnato un quadro preoccupante, pieno di commistioni tra affari e politica che incidono in modo pesante sul corretto e imparziale ruolo delle istituzioni. Da una intercettazione si sarebbe appreso che la Regione siciliana era pronta a dare il proprio assenso alla costruzione di un termovalorizzatore a Sambuca di Sicilia. Si farebbe riferimento a tangenti ed al tentativo di convincere amministratori locali ad ammorbidire le proprie posizioni sulla realizzazione dell'impianto.
"Ho appreso questa notizia dagli organi di stampa. So che si tratta ancora di indagini e fatti da accertare, ma se tutto questo è vero non fa altro che confermare la nostra tesi: nel sistema burocratico c'è qualcosa che non funziona, troppo spesso a funzionari e dirigenti capaci si affiancano altri funzionari o consulenti nominati dalla politica. Non si possono prendere delle decisioni in funzione del colore politico. Spesso per stabilire se un'infrastruttura va realizzata, la politica nomina propri consulenti. E' chiaro che questo sistema non va bene. E' come se io incaricassi mio fratello di dare un parere sull'efficienza del mio operato, è fin troppo chiaro che sarebbe di parte".

- La sua attività imprenditoriale ha subito danni dal sistema burocratico?
"Non solo io. Il sistema burocratico rallenta in modo inequivocabile l'operato di ogni attività imprenditoriale. Guardi, le anticipo che entro febbraio faremo un convegno dal titolo 'I funzionari: motore dello sviluppo economico'. Spero che si possa fare ad Agrigento. In quella sede, parleremo dell'importanza che ricopre la burocrazia nello sviluppo economico di un territorio".

- Presidente, è innegabile che la sua popolarità aumenta. Ogni giorno sfogliamo riviste dove ci sono le sue foto e si parla del suo operato: dalla ribellione all'illegalità alle sue iniziative imprenditoriali che spesso hanno risonanza nazionale. Tutto questo che effetto le fa?
"Devo essere sincero: mi imbarazza. Non ci ero abituato e provo un po' di disagio. Avrei preferito fare il mio mestiere senza troppi clamori. Spero che comunque tutto questo possa tornare utile alla collettività".

Domenico Vecchio
Agrigento Notizie

1 commento:

  1. http://www.lavalledeitempli.net/riflessioni/la-questione-morale

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